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In terapia la coppia scoppia?



Tutte le coppie che decidono di rivolgersi ad un terapeuta, quasi sempre si pongono la stessa domanda: "e se ci lasciamo?" La paura che intraprendendo un percorso terapeutico di coppia si possa interrompere la relazione è legittima e comprensibile, perché andare in terapia vuol dire mettere in discussione se stessi, l'altro, la relazione, cercare di rivedere la propria vita secondo un'ottica nuova e differente.
Vuol dire anche cercare di creare un equilibrio nuovo, più funzionale, ma ovviamente per arrivare ad un equilibrio nuovo bisogna a poco a poco "modificare" il precedente, significa abbandonare, dove possibile, degli atteggiamenti, delle modalità di comportamento che hanno contraddistinto negli anni la vita della persona. Realizzare un cambiamento è in effetti molto complesso, in primis proprio per la messa in discussione che richiede, anche per questo motivo spesso si decide di non agire, di lasciarsi trasportare dagli eventi, in quanto un equilibrio, per quanto disfunzionale, viene preferito all'incertezza del dopo.
Una delle incertezze tanto temute è proprio la fine della relazione.
La realtà è che può succedere che durante o dopo un percorso terapeutico la coppia si separi, ciò di solito avviene quando è il male minore, quando si comprende con l'aiuto di un professionista che forse il problema è proprio lo stare insieme e, laddove l'obbiettivo di una terapia è migliorare il benessere emotivo e psicologico, ci si rende conto a poco a poco che tale benessere non può essere raggiunto insieme. Una terapia di coppia, quindi, non deve necessariamente mirare a mantenere insieme la coppia, ma a cercare di comprendere ed individuare quale potrebbe essere la situazione migliore per quella coppia specifica e in alcuni casi la separazione può essere appunto quella migliore.
Lasciarsi non è quindi sempre un male, è sempre doloroso perché comunque si deve affrontare una perdita, non solo del partner, ma magari di uno stile di vita, di certe abitudini cui ci si era affezionati , si rinuncia all'idea stessa dello stare in coppia. Dopo aver elaborato "il lutto", però, si può ripartire in modo più consapevole nel raggiungimento di ciò che fa star bene.
Quello di cui parlo sicuramente è un cammino lento e faticoso che viene affrontato con l'aiuto di un esperto quando ci si trova immersi in crisi che paralizzano e che non consentono più di andare avanti in modo sereno nella vita di ogni giorno.
Ovviamente sono tantissime le coppie che riescono a superare le loro crisi, per quanto gravi, alcune volte da soli, altre volte con un aiuto adeguato, la terapia, infatti, può anche essere vista come un acceleratore di processi e di eventi, quindi, la paura seppur comprensibile di potersi lasciare se si affrontano i problemi dovrebbe essere ridimensionata se si pensa che le coppie in trattamento che poi si lasciano sono coppie che, con una certa probabilità, si sarebbero lasciate comunque, forse dopo un po' più di tempo e con una minore consapevolezza; proprio una maggiore consapevolezza è quella che si cerca di raggiungere tramite un percorso terapeutico, una volta raggiunta, questa può aiutare a rimettere in piedi una relazione "sana" o a lasciare alle spalle un rapporto che magari è più distruttivo per il proprio benessere.

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